POLITICHE
SOCIALI E PER LE FAMIGLIE


Dall'inizio della lunga crisi nel 2008, di cui ancora sopportiamo le conseguenze, le politiche sociali e a favore delle famiglie hanno ricoperto un rilievo crescente fra gli ambiti di intervento del Comune, di cui già costituivano una delle competenze principali. Ai servizi sociali continueremo a chiedere di rispondere ai bisogni dettati dalle difficoltà economiche incontrate da famiglie e singoli individui, contribuendo alla costruzione di una comunità solidale, attenta alle persone meno avvantaggiate.

Per disegnare politiche sociali adatte alla realtà della Uboldo di oggi, sarà utile distinguere preliminarmente le domande tipiche di una società del benessere, dalle vere e proprie emergenze sociali, espressione quest'ultime di potenziali fratture e tensioni dentro il tessuto civile. Si tratta di situazioni differenti che richiedono, al pari dei diversi bisogni sviluppati lungo ciascuna fase della vita delle persone, soluzioni e servizi diversificati.

La logica distrettuale e il Regolamento

A livello comunale, il principale riferimento normativo per le politiche sociali è costituito dal Regolamento distrettuale dei servizi sociali dell'Ambito di Saronno, approvato dal Comune di Uboldo nel novembre del 2016, in anticipo rispetto agli altri Comuni dell'Ambito. L'obiettivo del Regolamento distrettuale, adottato da tutti i Comuni del Saronnese, è uniformare i servizi sociali offerti nei paesi coinvolti (Saronno, Uboldo, Caronno Pertusella, Cislago, Gerenzano, Origgio).

Uniti x Uboldo condivide l'idea di gestire a livello sovracomunale aspetti importanti di regolazione, programmazione ed erogazione dei servizi sociali, specie quelli più complessi, ponendo però la condizione di non privare le istituzioni comunali elettive, le più vicine ai cittadini, di adeguati poteri di indirizzo, decisione e controllo. Tale gestione, infatti, può garantire margini di efficienza e riduzione dei costi, di miglioramento della qualità dei servizi, di disponibilità di professionalità e figure specialistiche, di reperimento dei finanziamenti aggiuntivi attraverso la conoscenza della normativa e della programmazione di livelli di governo superiori.

Oltre che all'omogeneizzazione di regolamenti e prestazioni, che rischia di privare i singoli paesi di autonomia e specificità proprie, andrebbe presa in considerazione la possibilità di integrare a livello organizzativo la gestione e l'erogazione di alcuni servizi.
Le opzioni spaziano dalle forme blande di collaborazione alla gestione associata, fino alla costituzione di un'azienda speciale consortile. Si tratta di ipotesi di lavoro da verificare insieme agli altri Comuni del distretto, la cui condivisione è necessaria affinché possa essere realizzata. Inoltre, riguarderebbero i servizi a più alto grado di specializzazione, cui una gestione integrata a livello intercomunale può garantire qualità, efficienza ed efficacia.

Una riforma dei servizi sociali dell'ampiezza di quella attuata con il citato Regolamento distrettuale necessita tuttavia di un'appropriata valutazione.
Priorità della nuova amministrazione sarà verificare lo stato di attuazione e gli effetti del Regolamento, con particolare riferimento all'impatto sui destinatari dei servizi, sull'organizzazione comunale e sugli aspetti economico-finanziari di bilancio. Si intende dare attuazione all'art. 37 dello stesso Regolamento, che prevede un monitoraggio biennale ad oggi non realizzato. Andrà verificato, in particolare, se la riduzione dei beneficiari e delle spese sociali comunali di questi anni è conseguenza di una contrazione di emergenze e bisogni o, invece, di un inasprimento dei requisiti di accesso alle prestazioni sociali, che finirebbe per colpire proprio i soggetti più deboli.

Il ruolo del terzo settore e il "servizio sociale locale integrato"

Le politiche sociali e familiari dovranno avvalersi di una rete di soggetti che costituiscano un "sistema sociale integrato locale" tra il Comune, le strutture specialistiche operanti nel settore (CPS, SER-T, ATS e altre) e le associazioni di volontariato. Con riferimento alle associazioni, compito del Comune è applicare una sussidiarietà autentica: sostenerle e promuovere la loro partecipazione alla programmazione e all'erogazione dei servizi, senza pretendere che sostituiscano l'Ente pubblico nel garantire i livelli minimi di assistenza. Il Comune deve, cioè, riconoscere e valorizzare il ruolo essenziale delle associazioni di volontariato attive in campo sociale, in assenza delle quali dovrebbe farsi direttamente carico di alcuni servizi; non deve però usare la loro presenza come un pretesto per deresponsabilizzarsi rispetto alle sue funzioni.

Cercheremo di coinvolgere nelle reti sociali anche le imprese del territorio, in particolare quelle di maggiori dimensioni per fatturato ed addetti impiegati, verificando l'esistenza di possibili sinergie fra le politiche sociali comunali e i programmi di welfare aziendale, tali da ampliare l'offerta di servizi per i cittadini o condividerne i costi.

Rispondere ai bisogni, sviluppare l'autonomia

Le politiche sociali dovranno essere in grado di coniugare due esigenze: da un lato, rispondere alle emergenze sociali e ai bisogni delle fasce meno avvantaggiate della popolazione, garantendo i loro diritti soggettivi; dall'altro lato, favorire lo sviluppo delle capacità dei beneficiari, al fine di accrescere autonomia e opportunità di inserimento, evitando interventi meramente assistenziali. In quest'ottica all'erogazione di denaro saranno preferiti strumenti quali tirocini, borse lavoro, baratto amministrativo, ecc., che condizionano l'aiuto all'impegno attivo da parte dei beneficiari. A determinate condizioni, questi servizi rappresentano forme di sostegno rispettose della dignità delle persone, responsabilizzate e messe nelle condizioni di sviluppare le proprie capacità.
Tuttavia, sarà necessario verificare che la condizionalità degli interventi non comprima diritti soggettivi minimi.

Gli interventi, pertanto, daranno priorità alla ricerca dell'occupazione, sia facilitando l'incontro fra l'offerta e la domanda espressa dalle imprese uboldesi, sia valutando la possibilità di finanziare, in via sperimentale, progetti meritevoli, pur nella consapevolezza che talvolta il lavoro non basta per uscire dalla povertà o dallo stato di bisogno.

Servizi per i cittadini: anziani, famiglie, minori

Nelle moderne società del benessere le politiche sociali non riguardano soltanto famiglie e persone in difficoltà, ma strati della popolazione sempre più ampi.
Con l'aumento della speranza di vita e il progressivo invecchiamento della popolazione, particolarmente accentuati in Italia da un mix di longevità e bassa natalità, gli interventi a favore degli anziani possono interessare un numero elevato di famiglie, a prescindere dalla condizione economica. Particolare attenzione verrà riservata alla realizzazione di politiche a favore degli anziani affinché possano rimanere, il più a lungo possibile, inseriti nei propri nuclei famigliari. Pensiamo a valorizzare i sussidi economici esistenti a sostegno dell'assistenza domiciliare, cui affiancare iniziative innovative volte alla formazione a persone che, nell'ambito di relazioni familiari e/o iniziative di volontariato, prestano assistenza a questi soggetti. Si tratta di iniziative che, al pari di altre, consentono di attivare le risorse esistenti ma latenti nella società, producendo valore sociale a spese contenute per il contribuente.

Ugualmente si dovrà intervenire per promuovere e incentivare:

  • il servizio di consegna di pasti a domicilio;
  • l'individuazione di strumenti, con il coinvolgimento delle associazioni di volontariato, idonei a favorire la mobilità sul territorio;
  • strumenti di telesoccorso per anziani soli e/o non autosufficienti;
  • interventi socio-culturali e momenti di svago, incontro e aggregazione, anche in collaborazione con realtà presenti sul territorio (sia comunale che del Saronnese).

Per quanto riguarda soluzioni più tradizionali alla non autosufficienza, il punto di riferimento è costituito dalla Casa di riposo intercomunale "Focris" di Saronno, di cui il nostro Comune è co-fondatore. In considerazione degli elevati costi per la realizzazione di una struttura del genere sul territorio comunale, privilegeremo il potenziamento del servizio esistente e la ricerca di ulteriori soluzioni a livello comprensoriale. Contestualmente terremo in debito conto eventuali proposte di soggetti privati, con accordi/convenzioni che dovranno garantire canoni marcatamente agevolati per gli ospiti uboldesi delle strutture.

A proposito di altri interventi a favore delle famiglie, porremo attenzione all'assistenza domiciliare ai minori e alle famiglie in condizioni di fragilità, volti a supportare i genitori e a contrastare il rischio di dispersione scolastica. È interessante la possibilità di mettere in rete le richieste di supporto scolastico dei minori con giovani volontari, che il Comune può individuare, ad esempio, nell'ambito di progetti di servizio civile.

Aiutare il cittadino a orientarsi

Contraltare dell'universalità potenziale di alcuni servizi sono la numerosità e la complessità degli strumenti di cui i cittadini possono avvalersi per affrontare emergenze e bisogni. Le persone si trovano spesso spaesate di fronte a una massa di iniziative, provenienti da diversi livelli di governo, ma anche dal privato sociale, ora del tutto o in parte sovrapposte, ora incompatibili le une con le altre, ora cumulabili. Al Comune, quale ente più vicino ai cittadini, spetta il compito preliminare di aiutarli ad orientarsi rispetto alla varietà di interventi esistenti, indirizzandoli verso gli strumenti più adatti alla loro situazione. Allo scopo potranno essere utilizzati il periodico comunale e strumenti appositamente pensati, come una newsletter o uno sportello ad hoc, da gestire in collaborazione con le associazioni più attive.

Innovazione e sperimentazione

I vincoli di bilancio impongono anche in questo ambito la sperimentazione di soluzioni alternative a quelle tradizionali, anche attraverso la valorizzazione e l'attivazione delle risorse esistenti fra i cittadini, che deve essere opportunamente sensibilizzata. Ci riferiamo ad esperienze come i gruppi di auto-aiuto o alla già citata formazione e qualificazione delle persone che forniscono assistenza domiciliare agli anziani e ai propri famigliari. Si tratta di iniziative che possono interessare gran parte della popolazione, non solo i più bisognosi, e che non hanno costi rilevanti per le casse pubbliche. A proposito di interventi a costo zero, andrà rilanciato il progetto "ri-cibo" per il riuso a fini sociali dello spreco di cibo, che dovrà recuperare lo spirito originario, e avviata l'iniziativa "pane in attesa". Progetti che permettono in un sol colpo di ridurre la produzione dei rifiuti, contenere i relativi costi di smaltimento per i soggetti donatori (ad esempio, mense scolastiche o aziendali) e contrastare la povertà alimentare.

Politiche per la casa

A fianco dellesoluzioni tradizionali, come gli interventi di edilizia residenziale pubblica o privata convenzionata, da attuare nei limiti dei vincoli di bilancio e con la necessaria collaborazione di soggetti pubblici e privati (ALER, operatori immobiliari), sarebbe utile favorire nuove forme dell'abitare. Pensiamo al cohousing (coabitazione), che attraverso la condivisione di spazi e spese permette di far fronte a esigenze e problematiche diverse: emancipazione giovanile, riduzione dei costi, solitudine e insicurezza degli anziani autosufficienti, percorsi di "dopo di noi" per persone disabili adeguatamente assistite. Inoltre, permetterebbe di utilizzare e valorizzare i numerosi alloggi sfitti, venendo incontro anche agli interessi dei proprietari.

Inoltre, l'amministrazione sottoscriverà con le associazioni di categoria gli accordi territoriali per le locazioni a canone concordato così da agevolare, nella sottoscrizione di contratti di locazione, sia i proprietari degli immobili (da un punto di vista fiscale) che i conduttori (che avranno un canone più calmierato rispetto al mercato). 

A livello di programmazione e pianificazione urbanistica, riteniamo che gli interventi di edilizia residenziale pubblica o convenzionata debbano essere distribuiti su tutto il territorio comunale ed anche, pro quota, negli stessi complessi residenziali di nuova edificazione, in modo da favorire la piena integrazione dei beneficiari nella comunità.

Asilo nido "Aquilone"

L'asilo nido comunale "Aquilone" rappresenta un servizio fondamentale per permettere la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e favorire l'occupazione femminile.
Uniti x Uboldo opererà affinché la sua gestione continui ad essere in capo al comune di Uboldo, anche avvalendosi al ricorso di cooperative, individuate sulla base di principi di qualità, così da andare incontro alle necessità dei genitori. Allo stesso tempo ci adopereremo al fine di ricercare quelle migliorie gestionali che consentano la riduzione dei costi di gestione.
Tuttavia, la futura Amministrazione non potrà ignorare l'esito del procedimento in corso, al quale ci siamo opposti in più occasioni, che prevede l'affidamento della gestione dell'asilo nido a un soggetto esterno e che potrebbe condizionarne il margine di azione.

Accesso all'assistenza sanitaria e nuove emergenze socio-patologiche

L'accesso ai servizi sanitari è un diritto fondamentale della persona e del cittadino. A tal fine, pensiamo che si debba realizzare una reale cooperazione fra i medici di base (includendo anche la pediatria), l'ATS e gli istituti privati, le associazioni operanti nel settore. Per ampliare e migliorare l'assistenza sanitaria sul territorio comunale bisognerà partire dalla valorizzazione del poliambulatorio e della farmacia comunale.

Porremo particolare attenzione alle dipendenze, sia a quelle tradizionali che a quelle emergenti, come la ludopatia, impegnandoci ad attuare tutte quelle azioni, in sussidiarietà o dirette, volte a prevenire e contrastare le nuove emergenze socio-patologiche nei limiti consentiti dalla legge. Valuteremo, come avvenuto in altre realtà comunali, la possibilità e le modalità volte a disincentivare i gestori di bar e altri locali pubblici dall'installazione di slot machine e altre apparecchiature per il gioco d'azzardo, impedendone la loro diffusione nelle aree "sensibili", ovvero nelle zone più prossime a: scuole, oratori, centri di interesse giovanile, centro anziani.

Non mancherà il nostro impegno verso la prevenzione alla violenza di genere e il sostegno alle vittime, anche attraverso progetti intercomunali come la Rete Rosa del Saronnese.

Sostegno alle disabilità

È un dovere dell'amministrazione comunale sostenere i soggetti diversamente abili nei loro molteplici bisogni quotidiani, che vanno dall'abbattimento delle barriere materiali e immateriali (architettoniche, culturali, tecnologiche: per esempio daremo immediatamente incarico ai tecnici comunali di avviare l'iter per la rimozione della cabina del gas collocata sul marciapiede di Via A.M. Ceriani) all'incremento di spazi e servizi, al trasporto scolastico e pubblico in genere, all'inserimento nel mondo del lavoro.

A tal fine è fondamentale la collaborazione fra il Comune, le scuole e le istituzioni e le associazioni attive in quest'ambito. In questi anni le associazioni locali di volontariato hanno dimostrato capacità e autonomia tali da realizzare numerose e apprezzate iniziative a favore delle persone disabili, che Uniti x Uboldo si impegna a sostenere e valorizzare in via sussidiaria affinché, con la collaborazione dell'Ente pubblico, possano migliorare ulteriormente.

Inte(g)razione

La presenza di persone di origini straniera regolarmente residenti a Uboldo è un fenomeno ormai consolidato da molti anni, che attualmente si manifesta in maniera più evidente a livello scolastico. La loro integrazione nella comunità è fondamentale per prevenire fenomeni di devianza e affinché l'immigrazione non venga vissuta come una fonte di conflitto sociale così da garantire una coesistenza pacifica.

Questo processo nel nostro paese è stato favorito dalla presenza di realtà associative dedite all'insegnamento volontario e gratuito della lingua italiana agli stranieri adulti, contribuendo ad abbattere barriere linguistiche e culturali.
Uniti x Uboldo intende continuare a sostenere queste attività meritorie, collaborando con tutte le associazioni che operano nella direzione dell'integrazione. Verranno favorite anche tutte le iniziative aggregative/associative di uboldesi di origine straniera quali veicoli per la loro effettiva partecipazione alla vita sociale del paese.

Porremo attenzione al rispetto delle regole, che è chiesto a tutti quale condizione per una convivenza civile, e all'inserimento scolastico dei minori di origine straniera e alle condizioni sociali di quei soggetti che svolgono attività di badanti presso i nostri anziani. L'obiettivo è raggiungere un elevato livello di integrazione ed evitare la formazione di "mondi sociali paralleli" estromessi e separati, culturalmente se non urbanisticamente, dalla comunità e dalla vita cittadina, sulla base del principio fondamentale del rispetto reciproco.