VERSO UNA MOBILITÀ SOSTENIBILE

I criteri principali per una moderna politica di mobilità urbana sono la libertà di scelta e la riduzione dell'impatto ambientale degli spostamenti umani, pur in un'epoca in cui le persone tendono a muoversi sempre più spesso. Il nostro obiettivo è realizzare le condizioni perché i cittadini possano effettivamente esercitare una reale libertà di scelta. Per farlo è necessario rendere sicure, fruibili e dignitose le forme di trasporto alternative all'automobile privata. In assenza di questi requisiti, le persone rischiano di essere "spinte" ad utilizzare l'automobile per mancanza di alternative.

La mobilità urbana

In ambito strettamente urbano, specie nel centro storico o nelle zone in cui sono insediati i servizi più frequentati, libertà di scelta significa "coesistenza pacifica" tra pedone, ciclista e mezzo meccanico, in un quadro chiaro di priorità: prima il pedone, poi il ciclista, poi i mezzi meccanici. Solo in questa maniera è possibile garantire la sicurezza di tutti, specie dei più deboli, quali anziani, neomamme, disabili e bambini e ragazzi che si recano a scuola a piedi o in bicicletta in fasce orarie di traffico intenso.

A tal fine intendiamo intervenire attraverso:

  • la creazione, ove fattibile, di percorsi pedonali e ciclabili protetti senza escludere la fattibilità di una zona del centro a velocità di pedone, dove veicoli, cicli e pedoni possano condividere la stessa area nel rispetto e salvaguardia delle regole viabilistiche;
  • l'abbattimento delle barriere architettoniche, per una mobilità sempre più sicura oltre che sostenibile.

La mobilità extraurbana e il trasporto pubblico locale

Per quanto riguarda gli spostamenti extraurbani, è necessario ridurre la difficoltà a raggiungere i comuni limitrofi per chi non possiede un mezzo motorizzato (o non può o preferisce non utilizzarlo). Ci riferiamo soprattutto alla città di Saronno, che rappresenta un polo attrattore per il commercio e i servizi, nonché il crocevia verso altre direzioni attraverso il trasporto ferroviario. Non è immaginabile nel 2019 che la distanza di pochi chilometri risulti un problema, che potrebbe riguardare tutti, ma in particolar modo le persone più svantaggiate: anziani, adolescenti, studenti e meno abbienti.

Un primo intervento riguarda la valorizzazione del trasporto pubblico locale (TPL). Attualmente Uboldo è servita da due linee di autobus ell'ambito del TPL della Città Metropolitana di Milano, la Saronno-Legnano e la Saronno-Rho. Le azioni attuabili a livello comunale, di concerto con gli altri soggetti interessati alla gestione, sono le seguenti:

  • campagna informativa per diffondere la conoscenza del servizio esistente, al fine di aumentare la domanda e l'attenzione nei suoi confronti;
  • riduzione dei disagi per gli utenti, attraverso la riqualificazione delle fermate degli autobus sul territorio comunale e non (realizzazione pensiline e pavimentazione, decoro e pulizia, attivazione dei pannelli informativi sullo stato delle corse, ecc.);
  • facilitare l'acquisto dei titoli di viaggio diversificando i punti di acquisto.

Utilizzare il TPL deve essere dignitoso, non una corsa ad ostacoli. Realizzata questa condizione, che costituirà un incentivo al suo utilizzo da parte di una più ampia platea di utenti, sarà possibile pensare ad un suo ulteriore potenziamento. L'aumento dell'offerta dovrà avvenire in un'ottica di sostenibilità economica, prevedendo il coinvolgimento dei Comuni limitrofi per una soluzione a lungo termine. Il punto di partenza dovrebbe essere il sistema degli autobus urbani di Saronno, che potrebbe essere esteso ai Comuni limitrofi sulla base dello studio dei flussi viabilistici e dei costi del servizio.

Mobilità dolce

Oltre al trasporto pubblico l'Amministrazione dovrà impegnarsi a favore di soluzioni di mobilità dolce, sempre in contesto di libera scelta. Due sono i macro ambiti di intervento, in parte fra loro sovrapposti:

  • l'organizzazione prioritaria dei collegamenti delle vie ciclabili verso i Comuni limitrofi e, conseguentemente, verso le direttrici provinciali;
  • l'unione e il completamento delle ciclopiste esistenti, talora spezzate e frammentate a scapito di una piena fruibilità.

Le direttrici prioritarie su cui intervenire, compatibilmente con gli stanziamenti di bilancio, sono i seguenti:

  • le ciclopiste Est/Ovest, asse Uboldo-Saronno: pensiamo alla Strada Vecchia per Saronno, alla Via IV Novembre e alla strada Girola-Santuario;
  • le ciclopiste Nord/Sud, asse Origgio-Uboldo-Gerenzano: pensiamo al collegamento fra la ciclopista di Gerenzano e quella di Via Dell'Acqua, che permetterebbe sia il completamento delle ciclopiste che partono da Via Roma e dal confine con Origgio, sia un potenziale collegamento con l'area residenziale delle vie De Gasperi-Turati; in questo modo aree periferiche di Uboldo (e Origgio), attraverso il parco comunale e il sottopasso, fruirebbero di un collegamento ciclabile fino al Parco degli Aironi di Gerenzano;
  • le ciclopiste radiali interne: pensiamo al collegamento fra il centro urbano e le aree della Malpaga e delle Industrie di via Caduti della Liberazione.

Andranno considerati alcuni punti critici e il loro possibile superamento attraverso apposite soluzioni tecniche (è il caso, ad esempio, del ponte sulla ferrovia verso Gerenzano).

In un'ottica di mobilità dolce, il ripristino del Pedibus non è secondario, considerando anche il suo valore educativo e ambientale. Si rende però necessario un ripensamento rispetto ai punti di ritrovo, ai percorsi ed al servizio di accompagnamento. Per quest'ultimo riteniamo si debba rovesciare l'impostazione: il volontariato non può e non deve essere sempre l'unica soluzione. Andrà verificata la possibilità di affidare alcune mansioni come opportunità di minima occupazione in cambio di un servizio responsabile verso la comunità, in modo da permettere un'organizzazione continuativa del pedibus.